Cerchio Maternita´

Questo workshop e´nato dall´unione tra le conoscenze professionali e

l´interesse personale che entrambe nutriamo verso l´energia della creazione, la forza e la potenza del corpo femminile, la magia e sacralita´del parto, il rispetto per l´inizio di una nuova vita. Crediamo fortemente

nell´importanza di un accompagnamento intimo e delicato durante la gravidanza, durante questa fase di enormi cambiamenti corporei e mentali. Per questi motivi abbiamo pensato ad uno spazio dedicato alle donne che stanno affrontando questo momento di trasformazione. Sono benvenuti anche i compagni/e.

 

Il cerchio della maternita´ ha lo scopo di:

 

Ω affrontare le paure comuni che ruotano intorno al tema del parto, spesso di derivazione socio- culturale

Ω promuovere la possibilita´e il diritto di affrontare una gravidanza e un parto positivo

Ω imparare a nutrire fiducia nel proprio corpo femminile e nella propria forza creativa

Ω accedere alla parte piu´primitiva ed ancestrale del proprio cervello attraverso un profondo rilassamento facilitato da tecniche di respirazione e di visualizzazioni guidate

Ω imparare ad abitare il proprio corpo ed a celebrare il proprio utero

Ω imparare il linguaggio segreto dei neonati, come interagire con loro, come modulare il tono della propria voce e le proprie espressioni facciali per entrare in relazione con loro

 

Le facilitatrici del cerchio Maternita´sono Marta Palombo, Doula ed insegnante di Yoga https://every-body.berlin/ e Martina Lana, Psicologa e Psicoterapeuta Costruttivista.

Io Respiro- Laboratorio dedicato a tecniche di respirazione profonda e di rilassamento

Respirare è un'azione che avviene automaticamente, senza bisogno della nostra attenzione. Tuttavia, le nostre attività ed emozioni influenzano la maniera in cui respiriamo. Quando siamo tranquilli e sereni il nostro respiro è rilassato, quando siamo agitati o arrabbiati il nostro respiro si trasforma, lo stesso vale per quando facciamo un grande sforzo fisico. É un'esperienza comune nei momenti di stress avere una sensazione di “ mancanza d’aria”.

La società in cui viviamo ci richiede di essere produttivi e in stato di allerta (quasi costantemente), mettendo sotto stress continuo il nostro sistema CorpoMente. Questo influenza la nostra respirazione. Molti di noi finiscono per limitare inconsapevolmente il respiro rendendolo superficiale o trattenendolo quando non necessario. E siccome la connessione emozioni-respiro viaggia in entrambe le direzioni, continuando a “sotto-respirare”, nel tempo, possono innescarsi le sensazioni tipiche dell’ansia, che a volte sfociano anche in attacchi di collera o panico.

Ritrovare la naturalezza del nostro respiro crea le condizioni ottimali per una buona salute e una sensazione di benessere. Il primo passo per muoversi in questa direzione è scoprire gli ostacoli che abbiamo costruito al respiro sia consciamente che inconsciamente.

Questo laboratorio è l'inizio di un processo di osservazione di sè stessi, decostruzione e disapprendimento di quelle abitudini che limitano il nostro respiro. A tale scopo, in sei incontri esploreremo le seguenti pratiche:

 

-Feldenkrais:

Il Metodo Feldenkrais ci aiuta a riorganizzare in modo più funzionale i movimenti e le azioni che compiamo nella vita quotidiana (inclusa la respirarazione) con conseguente maggior benessere generale. Ciò avviene attraverso esplorazioni corporee in cui le persone possono percepire chiaramente le proprie abitudini e hanno l’occasione di scoprire delle alternative che possono sentire migliori.

Caratteristica del Metodo è l’utilizzo di movimenti che la persona può sentire piacevoli e sicuri. Con la pratica del metodo ognuno diventa artefice del proprio benessere globale.

 

-Pranajama:

Il Pranjama è una delle pratiche dello Yoga. E’ considerata come una vera e propria scienza del respiro in cui vengono utilizzate delle tecniche respiratorie con lo scopo di disciplinare il respiro, controllarlo, espanderlo e utilizzare più consapevolmente il sistema respiratorio. L’Hatha Yoga Pradipika (libro di riferimento nella pratica dello Yoga) parla così della respirazione:

“Quando il respiro va e viene, la mente è inquieta, ma quando si calma il respiro, si calma la mente” ed è questo lo scopo del Pranayama, calmare il respiro per calmare la mente.


-Qi gong:

Il Qi gong è una disciplina che prevede l'esecuzione di esercizi fisici associati al controllo del respiro. Uno degli antichi nomi del Qi-gong è Dao yin, guidare e condurre, una contrazione di Dao qi ling he, yin ti ling rou: «Guidare il Qi porta all'armonia, condurre il corpo porta alla flessibilità». Il significato di questa espressione è che attraverso la respirazione possiamo influire sullo stato di salute del corpo e riequilibrare l'organismo scoprendo più armonia, flessibilità e agilità.


-Meditazione:

Meditazione con attenzione al respiro naturale.

Meditazione con visualizzazione guidata connessa al respiro.

“Il respiro è il ponte che collega la vita alla coscienza, che unisce il corpo ai nostri pensieri. Ogni volta che la vostra mente si disperde, utilizzate il respiro come mezzo per prendere di nuovo in mano la vostra mente.”
(Thich Nhat Hanh)


-Yoga e digitopressione:

Respirare con coscienza è uno dei lati più importanti della pratica dello Yoga. Inspirazione ed espirazione che dettano il ritmo al movimento del corpo. E’ il respiro che muove il corpo nella danza delle Asana (posture).

La digitopressione è una tecnica che si basa sulla delicata applicazione della pressione su specifici “punti terapeutici” o punti chiave di guarigione. Questo aiuta a stimolare il flusso di “Qi“, o energia di guarigione, attraverso gli organi vitali del corpo per incoraggiare il naturale processo curativo insito nel nostro organismo. Si può praticare la digitopressione con benefici nella gestione dell'ansia e dello stress.


-Esplorazioni somatiche:

Le nostre emozioni possono avere effetti sul nostro corpo trasformandosi nel tempo in irrigidimenti, tensioni, dolori cronici e respirazione non fluida. In queste esplorazioni somatiche integrando la respirazione con il movimento, tecniche di osservazione di sè stessi e consapevolezza, stimoliamo il rilascio dello stress cronico nel sistema nervoso e riattiviamo il potenziale di autoguarigione del sistema MenteCorpo.

Il laboratorio e´condotto da Davide de Lillis, danzatore, massaggiatore, insegnante di Yoga e Feldenkrais, con sede a Berlino. Attraverso la danza, e l' esplorazione di varie pratiche somatiche, trova nel corpo i mezzi per dissolvere i propri preconcetti sul mondo e sul "sé". https://davidedelillis.wordpress.com/

Insieme e´piu´facile!

December 14, 2018

L´idea di creare degli incontri al femminile, rivolti in particolare alle mamme italiane che vivono a Berlino, nasce dal desiderio di sostenersi a vicenda. Molte donne hanno la famiglia d´origine e gli affetti piu´stretti lontani; la decisione di „fare famiglia“ all´estero e´molto coraggiosa e ammirevole. Ci si trova ad affrontare la quotidianita´rapportandosi costantemente con una lingua e una cultura differente. Credo sia molto importante ritagliarsi uno spazio in cui potersi scambiare riflessioni, consigli, segreti, darsi supporto vicendevolmente.

La formazione in Psicoterapia Costruttivista Ermeneutica

August 06, 2018

In questa intervista Gabriele Chiari, Psicoterapeuta e Co- Direttore della Scuola di Psicoterapia Costruttivista CESIPc presso cui mi sono specializzata, descrive approfonditamente e passionalmente la formazione dei suoi futuri psicoterapeuti. Cos'è la Psicoterapia Costruttivista Ermeneutica? Come mai uno psicologo sceglie questo tipo di indirizzo in cui specializzarsi? Che forma hanno le lezioni e su cosa si concentrano? Qual'è la concezione di base della terapia che si svolge con il cliente? 

Questi e altri temi vengono affrontati, l' ascolto è piacevole e scorrevole. Intervista utile sia per clienti interessati ad iniziare una terapia Costruttivista, sia per colleghi in cerca di un indirizzo di specializzazione. 

Buon ascolto! 

La relazione tra terapeuta e paziente- una base di fiducia profonda

June 15, 2018

Le esperienze precoci con le figure di attaccamento (es: genitori, persone che si sono prese cure di noi da bambini) influenzano il modo in cui costruiamo noi stessi, gli altri e il mondo che ci circonda. Le prime esperienze hanno un forte impatto su come percepiremo gli eventi della  nostra vita, su come li interpreteremo e come risponderemo ad essi. L´individuo possiede

pero´una „capacita´plastica“: nonostante le esperienze relazionali con le figure di attaccamento abbiano questa forte influenza, l’individuo resta un soggetto flessibile, in grado di ristrutturare il proprio edificio cognitivo-affettivo di fronte a nuove esperienze significative. La terapia e la relazione con il terapeuta possono avere effetti importanti ai fini di una completa riscrittura del libro della propria vita. La relazione con la figura del terapeuta si trova ad assolvere le funzioni di una base sicura con la quale la persona può fare nuove esperienze intersoggettive che permettono una diversa interpretazione e “creazione” del proprio mondo, dando un significato nuovo e diverso anche ad episodi del passato. La relazione con il terapeuta consiste dunque in una relazione nuova, diversa da quelle precoci che hanno orientato lo sviluppo della personalita´. La qualita´di tale relazione e´di estrema importanza.

Quali sono gli ingredienti fondamentali?

-COMPRENSIONE: l´atteggiamento del terapeuta gioca un ruolo fondamentale. Il suo primo compito

e´quello di ascoltare attentamente ed entrare in punta di piedi nel mondo del paziente, universo di cui soltanto il cliente e´l´esperto. Questo fa si´che la persona si senta compresa ed accettata. Il comportamento del terapeuta deve tendere a favorire l´abbandono delle difese che il paziente mette abitualmente in atto nelle sue relazioni interpersonali. La natura della relazione che si sviluppa attorno a questa comunicazione  e´un fattore terapeutico essenziale. (Greenberg, Mitchell, 1986, p. 386).

-ACCETTAZIONE ED EMPATIA: L´accettazione comporta non tanto

l´approvazione della visione che il cliente ha di se stesso, quanto la prontezza ad utilizzare le modalita´d´approccio del paziente, ovvero la sua visione del mondo, i suoi punti di riferimento, il suo modo di affrontare i problemi. Compito del terapeuta e´quello di offrire un ascolto ed una comprensione acritica. „L´accettazione e´la disponibilita´a vedere il mondo attraverso gli occhi di un´altra persona“. Attraverso l´accettazione il terapeuta comprende il mondo interiore del cliente e puo´individuarne limiti e possibilita´, favorendone cosi´un possibile movimento/ cambiamento. (Con gli occhi dell´altro. G. Chiari, ML. Nuzzo)

Penso che noi terapeuti facciamo un lavoro bellissimo: abbiamo il grande onore di ascoltare i segreti piu´intimi delle persone che seguiamo e il grande dovere di custodirli al sicuro. 

Forse molti di voi avranno già avuto il piacere di vedere questo film, altri invece ne avranno solo sentito parlare. I temi principali sono la psicopatologia, il rapporto genitore- figlio ma anche, e soprattutto, la pressione psicologica che uno "sport agonistico" può generare nei giovani atleti. 

 

Spesso mi e´stato chiesto a che tipo di psicoterapeuta rivolgersi, quale fosse la terapia piu´adatta ad una persona piuttosto che ad un´altra. 

Io tendo a consigliare l´orientamento terapeutico che ho scelto dopo aver terminato gli studi di Psicologia, ovvero la Psicoterapia Costruttivista. A mio parere e´quello che piu´rispetta il cliente come persona e lo vede come "esperto di se´ stesso". Credo pero´che ognuno debba avere il diritto/ piacere di crearsi un´idea a riguardo, per scegliere la strada che piu´sente affine a se´. Ho pensato dunque di pubblicare questo utile articolo in cui sono riassunte le Psicoterapie piu´utilizzate all´interno della nostra Cultura e Societa´. 

Buona lettura. 

Un video di una nota docente della Facoltà di Psicologia di Padova, mia Professoressa nel 2006. 
Se avete un po' di tempo ve lo consiglio, ci sono spunti e riflessioni molto interessanti.

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Martina Armenia Lana

Psicologa Psicoterapeuta Martina Lana

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